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LO STRUDEL DI MELE

10/11/2019, 09:35

LO-STRUDEL-DI-MELE

Lo strudel di mele, sovrano indiscusso dell’arte dolciaria trentina, la fa da padrone tra i dolci tradizionali.

I Mercatini di Natale

05/11/2019, 23:38

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17/11/2019, 11:03

trentino, longobardi, barbari, invasioni barbariche, necropoli, cristianizzazione, san vigilio, ducati, duchi, carlo magno, franchi, storia del trentino, val di non



LA-DOMINAZIONE-LONGOBARDA
LA-DOMINAZIONE-LONGOBARDA


 Longobardi, i barbari che cambiarono la storia



Come già detto in un precedente articolo, a partire dal V secolo il territorio del Trentino venne martoriato da una serie di invasioni barbariche provenienti da nord e daest. Solo l’arrivo dei Longobardi nel VIsecolo d.C. riuscì a stabilizzare la situazione. Tuttavia la convivenza non sirivelò facile dal momento che la struttura sociale longobarda si basava su unmodello tribale in cui il villaggio era l’unico insediamento abitativo. Eraguidata da un’aristocrazia formata da maschi adulti liberi e in grado di portarearmi, uomini semiliberi e schiavi. Tutti gli abitanti che non erano proprietariterrieri vennero ridotti in schiavitù ed obbligati a coltivare la terra mentrei territori erano retti da capi guerrieri a cui nel VI secolo venne dato iltitolo di duca. 

Non ci sono molte informazioni su struttura e aspetto degliinsediamenti nonostante siano stati svolti studi approfonditi sui ritrovamenti. La mancanza di insediamenti separati diLongobardi fa supporre che gli stessi si siano insediati nei centri già esistenti integrandosi progressivamente con la popolazione indigena e con lasocietà romana. Molte tra le conoscenze acquisite possono essere ricollegatealle ricerche riguardanti le chiese paleocristiane, che rappresentano un’importantetestimonianza del grado di cristianizzazione del territorio, e dalle necropoli.Durante il primo periodo di dominazione longobarda, le sepolture sono ancora caratterizzateda un rituale pagano testimoniato dal ritrovamento di preziosi corredi funebri (nell’immagine, orecchini facenti parte del corredo della "principessa longobarda" di Civezzano, VII secolo),mentre dopo il VII secolo i Longobardi iniziano a venire inumati secondo ilrituale cristiano-romano. Nel periodo compreso tra il 400 e il 500d.C. siconclude anche il processo di evangelizzazione delle vallate trentine ad operadi diversi esponenti della chiesa, tra cui il vescovo martire e patrono di Trentosan Vigilio, morto durante l’evangelizzazione della pagana val Rendena. 











La necropoli longobarda sul Doss Trento


Uno dei più importanti comandanti militari del periodo longobardo fu il duca di Trento, Evin. Nel 580riuscì a sconfiggere l’esercito dei Franchi che minacciavano i confini e a ottenere il controllo sullavalle dell’Adige e alcune valli limitrofe, recuperando anche il territoriodella val di Non, che si era consegnato spontaneamente al controllo franco. Nonostante l’arretratezza della cultura longobarda rispettoa quella romana, la zona del Trentino rimase un territorio di grande importanzastrategica in quanto cuscinetto tra il regno barbarico a sud e il potente regnodei Franchi Merovingi a nord. 

Nei secoli successivi all’invasione, i Longobardiperseguirono una politica di pacificazione con le popolazioni romane e diadesione al cattolicesimo romano. In Trentino invece nel VII secolo il ducaAlachis (o Alahis) mantenne una ferma opposizione a questa volontà del re. La suapolitica aggressiva, contrassegnata da grande ferocia e barbarie, rappresentavala tradizione conservatrice longobarda in contrasto con quella più aperta allacollaborazione con la chiesa ed è considerata tra le cause dell’interventomilitare franco richiesto dal pontefice. Solo l’arrivo di Carlo Magno nel 774 pose fine al dominiolongobardo nella regione, cambiandone anche la struttura politica e sostituendoil titolo di duca con quello di conte. Ciononostante, nella regione delTrentino rimasero forti le influenze sociali e giuridiche longobarde.


10/11/2019, 09:35

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LO-STRUDEL-DI-MELE


 Lo strudel di mele, sovrano indiscusso dell’arte dolciaria trentina, la fa da padrone tra i dolci tradizionali.



Lo strudel di mele, sovrano indiscusso dell’arte dolciaria trentina, la fa da padrone tra i dolci tradizionali. Un piatto povero dalla ricetta semplice, gustosa, con pochi ingredienti alla portata di tutti che negli anni è stato rivisitato, scomposto, a tratti superaccessoriato senza perdere la sua essenza di dolce contadino e il suo profumo di casa e di cucina della nonna. Quindi, senza ulteriori indugi, ecco la ricetta di questo speciale comfort food destinato ad entrare nel cuore di chiunque lo assaggi.

STRUDEL DI MELE 

Ingredienti per l’impasto (pasta matta)
250g di farina bianca
100ml di acqua
35ml olio di semi
un cucchiaino di sale
un bicchierino di grappa non aromatizzata (facoltativo)

Ingredienti per il ripieno (rigorosamente a occhio, come da insegnamenti delle nonne!)

mele tipo renetta
cannella
uva sultanina
pinoli
zucchero
burro fuso
pangrattato

Procedimento

Impastare la farina con gli altri ingredienti fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico. Lasciarlo riposare. 
Sbucciare le mele, eliminare il torsolo e tagliarle a fettine sottili. Spruzzare con succo di limone, aggiungere gli altri ingredienti e lasciare riposare.
Stendere la pasta matta fino ad ottenere una sfoglia sottilissima. 
A questo punto, cospargere la sfoglia di burro fuso e pangrattato e distribuire in modo uniforme le mele. Spennellare i bordi con il burro fuso, avvolgere e chiudere saldamente il rotolo. 
Spennellare con burro fuso, cospargere di zucchero e far cuocere in forno a 180° finchè la sfoglia non risulterà dorata.
Far raffreddare, cospargere di zucchero a velo e servire.

Le varianti dello strudel sono moltissime, come è normale per qualsiasi piatto della cucina tradizionale. Anche se la ricetta tipica prevede l’uso della pasta matta, si trovano strudel realizzati con pasta fillo, sfoglia o pasta frolla. 
La mela più adatta per questo dolce è sicuramente la renetta, dal gusto acidulo, ma anche altre tipologie si adattano bene allo scopo. Il consiglio è non usare frutti dalla pasta troppo dolce come le stark delicious, per evitare che il gusto sia troppo dolciastro. 
Ci sono versioni con noci anziché pinoli, con o senza uva sultanina, con o senza cannella a seconda del gusto personale. In alcuni casi, la pasta viene coperta con un velo di marmellata in sostituzione del burro. 
E’ importante invece non tralasciare il pangrattato, che dovrà essere setacciato e molto sottile: ha lo scopo di assorbire i liquidi che le mele produrranno durante la cottura e di evitare che vadano a rendere molliccio l’impasto. 

Lo strudel si può servire semplice o accompagnato da gelato, panna montata, crema inglese, crema pasticcera. L’importante è evitare che gli ingredienti di contorno vadano a coprire o alterare il sapore del dolce.  
05/11/2019, 23:38

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I-Mercatini-di-Natale
I-Mercatini-di-Natale
I-Mercatini-di-Natale
I-Mercatini-di-Natale


 Una delle tradizioni più sentite nella nostra regione è sicuramente quella del mercatino di Natale



Una delle tradizioni più sentite nella nostra regione è sicuramente quella del mercatino di Natale. Di origine nordica ma ormai diffuso perfino in molti piccoli paesi, rappresenta una full immersion nell’atmosfera natalizia, tra profumi, sapori, musica e gadget forse talvolta discutibili ma che contribuiscono a creare quel particolare ambiente caldo e amichevole così gradito ai turisti e molto apprezzato anche dagli abitanti del luogo.Sembra che la tradizione dei mercatini di Natale abbia avuto origine verso il 1400 in Germania. Il primo di cui si abbia notizia certa si è svolto a Dresda nel 1434.Lo scopo era permettere agli artigiani di mostrare le loro creazioni a tema natalizio; essendo queste piuttosto costose, in origine i visitatori del mercatino si collocavano nelle fasce più abbienti della popolazione. 

Solo negli anni 90 inizia una diffusione più popolare di questa manifestazione, che in breve tempo conquista un posto d’onore tra gli eventi del periodo natalizio. Ancora oggi tra casette di legno e luci vivaci si possono trovare dolci e alimenti tipici, prodotti artigianali di grande bellezza e valore, lavorazioni tipiche ormai poco diffuse ed esecuzioni dal vivo di musica tradizionale che comprendono a volte anche strumenti ormai desueti. 

Il mercatino di Natale per eccellenza, il primo realizzato negli anni 90 e che ha fatto da apripista a tutti gli altri, è quello di Bolzano, a cui nessuno può contendere questo primato. Nonostante le bancarelle destinate ai veri prodotti della zona siano ormai state affiancate da prodotti "di massa" dal prezzo accessibile a tutti e talvolta dalla qualità discutibile, e nonostante questo aspetto sollevi ogni anno le inevitabili polemiche, il posto migliore per immergersi nell’atmosfera magica del Natale è proprio Bolzano. Le luci, i colori, il profumo del legno appena scolpito come da tradizione gardenese, la musica, le rappresentazioni e gli effluvi che provengono dalle bancarelle di dolci e prodotti tipici, la meravigliosa cornice di piazza Walther e la splendida architettura gotica e barocca del centro di Bolzano, con qualche spunto medievale e con l’edificio gotico del Duomo che troneggia nella piazza assieme alla statua del poeta Walther von der Vogelweide rendono questo mercatino ineguagliabile e insuperabile. 

Oltre a Bolzano, numerosi altri centri altoatesini si fanno vanto dei loro mercatini di Natale, tra cui sono sicuramente da ricordare Merano e Bressanone ma anche in Trentino la tradizione è andata sempre più consolidandosi dopo la nascita del mercatino di Natale di Trento, che anche se inizialmente considerato da molti come "brutta copia" di quello di Bolzano ha assunto nel corso degli anni caratteristiche proprie differenziandosi dagli altri in alcuni aspetti pur mantenendo intatto lo spirito che ha portato alla nascita di queste manifestazioni.Anche nei centri più piccoli sono nati mercatini più o meno grandi con offerte differenziate soprattutto per quanto riguarda i prodotti artigianali e gastronomici, simili ma diversi a seconda della zona di appartenenza. 

Sono sicuramente degni di nota i mercatini di Pergine Valsugana, Mezzocorona, Levico. In Val di Non in particolare sono da visitare i mercatini di Cles e di Fondo a cui vengono sempre affiancate manifestazioni e intrattenimento. Al mercatino di Fondo inoltre vengono associati eventi relativi alla Ciaspolada, manifestazione di cui parleremo a breve in un altro post. 

Cosa si può trovare esattamente ai mercatini di Natale, e cosa veramente vale la pena acquistare o assaggiare? Sicuramente quegli oggetti che fanno parte dell’artigianato tipico delle varie zone, le statuine in legno della val Gardena, le palline di natale dipinte a mano, le statuette e i presepi realizzati con foglie di pannocchia. Dal punto di vista gastronomico, i tipici dolci regionali come lo strudel o gli strauben, di origine altoatesina, i cioccolatini di marzapane ricoperti di cioccolato che si ispirano alle Mozartkugeln, e nei ristoranti piatti tipici come canederli, spatzle, minestra d’orzo trentina, piatti "delle feste" composti da crauti, polenta e carni bollite e le caldarroste vendute agli angoli di strada, accompagnate magari da un buon bicchiere di mosto. 

L’offerta è sicuramente per tutti i gusti e tutte le tasche e permetterà a tutti di apprezzare la bellezza e le tradizioni regionali e anche portare un po’ di atmosfera natalizia a casa con sè, da conservare nel cuore tra i ricordi più preziosi. 


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